Dr.ssa Veronica Palermo
BIOLOGO - NUTRIZIONISTA NAPOLI

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Alimentazione e sistema immunitario.

16 Marzo 2020 di Dr.ssa Palermo

Scopri come rafforzare il tuo sistema immunitario con l’alimentazione, per prevenire e ridurre il rischio di contrarre infezioni come da coronavirus.

sistema immunitario

Il Sistema immunitario è costituito da diversi componenti, ha il compito di proteggere l’organismo dall’invasione di agenti estrani o pericolosi, come ad esempio:

  • Microrganismi (comunemente denominati germi, come i batteri, i virus e i miceti)
  • Parassiti (come i vermi)
  • Cellule tumorali
  • Organi e tessuti trapiantati.

Per svolgere questa funzione, deve essere in grado di riconoscere ciò che è endogeno o fa parte del nostro organismo da ciò che invece non lo è.

Affinché una risposta immunitaria sia efficace contro gli invasori necessita di diverse fasi:

  • Riconoscimento dell’agente estraneo
  • Attivazione e mobilitazione
  • Regolazione della risposta immunitaria, per evitare un danno esteso a tutto l’organismo
  • Risoluzione, dove l’invasore viene confinato ed eliminato e dove i globuli bianchi, che non si sono auto fagocitati, mantengono la memoria dell’invasore in modo da attuare una risposta più precisa e vigorosa in un eventuale incontro futuro

I componenti deputati a svolgere quanto descritto sono diversi ed agiscono in sinergia tra loro, milza, linfonodi, tonsille, placche di Peyer nell’intestino tenue e appendice detti anche organi linfoidi secondari, e midollo osseo (deputato alla produzione dei tipi diversi di globuli bianchi) ed il timo, entrambi sono anche detti organi linfoidi primari;

In questa fase particolare della storia della vita di tutti noi, dove l’incertezza e l’insicurezza sta influenzando lo stile di vita di tutti, è quanto mai più opportuno non lasciarsi andare cercando di mantenere uno stile di vita e quindi una alimentazione quanto più corretta possibile.

I coronavirus (CoV) sono un’ampia famiglia di virus respiratori capaci di dar vita a malattie che vanno da una entità lieve a moderata, dal comune raffreddore a sindromi respiratorie più gravi, come la MERS (Middle East Respiratory Syndrome) e la SARS (Severe Acute Respiratory Syndrome).

Da una intervista pubblicata su inslautenews del 10 marzo 2020,  fatta al Prof. Giovanni Spera, endocrinologo e Ordinario di Medicina Interna a La Sapienza di Roma si legge che:

“Come per tutte le infezioni virali non esiste una cura farmacologica se non la possibilità di prevenzione tramite vaccino che per questo nuovo virus non è ancora disponibile.
È peraltro evidente che questo, come tutti i virus, è aggressivo in maniera diversa nei confronti dei singoli individui o delle diverse categorie di individui specie in base ad età ed a condizioni generali di salute.
Ciò verosimilmente in relazione alla capacità di reazione e difesa del sistema immunitario. Oggi sono molte le prove che migliore è lo stato di salute del microbiota intestinale, più efficiente risulta il sistema immunitario.
È anche del tutto evidente e dimostrato che a sua volta il microbiota è facilmente influenzabile e modificabile dalle nostre abitudini alimentari e cioè dalla tipologia e quantità del cibo, degli alimenti, dei liquidi, delle sostanze, farmaci od altro che assumiamo per bocca”.

Premesso che non vi è alcuna prova scientifica che dimostri la possibilità di sconfiggere il coronavirus direttamente con la dieta, possiamo però agire indirettamente con l’alimentazione, riducendo lo stato infiammatorio generalizzato, migliorando il microbiota intestinale o mantenendolo in equilibrio.

Per fare ciò dobbiamo prestare attenzione ai cibi che prediligiamo, alla loro qualità e provenienza e alla loro frequenza in assunzione.

Quale alimentazione seguire per favorire il sistema immunitario?

Certamente la vera dieta mediterranea è l’ideale, ovvero bisogna prediligere fonti proteiche che derivano da legumi e pesce, possibilmente azzurro (alici, sardine, sgombri, etc.) ricco in omega tre.

Ridurre gli zuccheri e i carboidrati semplici o raffinati, che è noto agiscano alterando l’equilibrio del microbiota intestinale.

Prediligere frutta secca ed olio EVO (Extra Vergine di Oliva) ricco in acidi grassi polinsaturi e insaturi.

Non dimentichiamoci di assumere la giusta porzione di frutta fresca di stagione e verdure (2 porzioni dell’una e 2 dell’altra al giorno) ricche in oligoelementi e fibra, importanti per mantenere la funzionalità del nostro intestino.

Quindi bisogna mantenere entro certi valori i livelli glicemici e insulinemici, ed evitarne i picchi dannosi per l’organismo.

Ancora, cercare di evitare l’innalzamento del cortisolo, detto anche ormone dello stress, Infatti quando lo stress diventa cronico questo va ad agire inibendo la risposta immunitaria, agendo sull’attivazione di molecole pro-infiammatorie.

limitiamo e evitiamo il consumo di caffè, le diete con un eccesso di proteine o troppo drastiche preferendo le diete a basso indice glicemico.

Omega-tre e omega-sei vanno mantenuti in un giusto equilibrio tra loro, ricordiamoci che una loro alterazione si rifletterà sulla composizione delle membrane cellulari e sul livello di infiammazione.

Prediligi una alimentazione che contiene la giusta quantità di antiossidanti (ferro, zinco, vit D3, Vit. C, Vit. E, licopene, selenio, glutatione,  vit B 12 e B9( ac. Folico) quindi, si a vegetali preferibilmente biologici, soprattutto freschi e di stagione.

Tutto ciò, va assunto sempre nelle giuste proporzioni, senza abbuffate che anzi sono nocive, ovvero va riprodotto il piatto di Harvard (fig. in basso)

piatto di harvard

Ecco alcuni consigli per un sistema immunitario efficiente

Vit D: è un importante immuno-modulante, interviene nel processo di divisione cellulare, e molto ancora. Si trova ed esempio nelle sardine o aringa ed anche nei funghi.

Vit C: che contribuisce, ad esempio, nella rigenerazione della forma ridotta di Vit. E, al collagene per le cartilagini, gengive, pelle, ossa, vasi sanguigni, al mantenimento del sistema immunitario, riduce la stanchezza e l’affaticamento, protegge dallo stress ossidativo le cellule e molto altro. La troviamo in limone, fragole, arance, kiwi, papaia, tè matcha, etc.

Vit E: protegge le cellule dallo stress ossidativo, la si trova in molti alimenti come mandorle, semi di girasole, semi di zucca, pinoli, noci, goji berries essiccati, polvere di zenzero, cereali integrali, oli vegetali, uova, spinaci, ceci, asparagi, etc.

Selenio e zinco:

  • Il primo contribuisce alla protezione dallo stress ossidativo e alla funzione del sistema immunitario, alla normale spermatogenesi, per i capelli e le unghie, oltre che per la funzione tiroidea. Si trova nei diversi semi come chia e canapa, ma anche in quelli di lino, lo troviamo nelle ostriche e nei molluschi, nei cereali integrali (kamut, mais, orzo, riso), nel tuorlo dell’uovo, nelle noci brasiliane e in molti altri.
  • Il secondo, invece, agisce nella corretta sintesi del DNA, nella fertilità, nel metabolismo della vit. A, nei livelli di testosterone nel sangue, nel sistema immunitario, nello stress ossidativo, nel metabolismo acido-base, nel metabolismo dei carboidrati e molto altro. Sembrerebbe inoltre agisca paralizzando i virus e impedendo loro di replicarsi. Lo troviamo, ad esempio, nella canapa, nei pinoli, nelle castagne, nelle germe di grano e di avena, nei funghi, nel tuorlo dell’uovo, nel lievito, nel cacao etc.

Glutatione o GSH:  a detta di molti studi è il più potente antiossidante presente nell’organismo umano. Utile per le patologie respiratorie, per il calo dell’udito, per l’eccesso di metalli pesanti, per l’infertilità maschile, etc. Formato da tre amminoacidi – ac. Glutammico, cisteina, glicina – ha una elevata capacità di ossidarsi o ridursi proteggendo così proteine e altri composti ossidabili presenti nel nostro organismo.

Il Glutatione rientra infatti nella composizione di un gruppo di enzimi ad azione antiossidante, la cui azione è legata alla presenza del selenio, oltre che della vit B2 e della niacina (PP).  Il rapporto tra glutatione ridotto e ossidato deve essere di 9:1 una sua diminuzione indica la presenza di stress ossidativo.

Molto presente a livello del fegato dove protegge gli epatociti dall’azione tossica di alcune molecole endogene o esogene come ad esempio alcuni farmaci tra cui il paracetamolo (viene infatti utilizzato endovena quando si ha un avvelenamento da paracetamolo). Sembrerebbe più efficace se abbinato all’integrazione con suoi precursori ovvero l’N-Acetil-Cisteina che ne ridurrebbe il sequestro da parte degli enterociti.

Probiotici: molto importante è poi l’utilizzo di probiotici, infatti, uno studio effettuato dall’Università degli Studi di Milano pubblicata sul Journal of Clinical Gastroenterology, ha dimostrato come l’uso costante di probiotici riduca i casi di infezione e renda le forme influenzali meno aggressive. Sembrerebbero essere particolarmente efficaci i bifidobatteri (Bifidobacterium lactis) e i lattobacilli (Lactobacillus rhamnosus e Lactobacillus plantarum lactoacillus acidophilus).

Ovviamente prestare attenzione al tipo scelto esempre sotto consiglio del vostro medico di fiducia che conosce il ceppo di cuipotreste aver bisogno di integrare.

Le raccomandazioni, quindi, sono quelle di mangiare sano e vario e tengo a ricordare di “evitare il fai da te” per l’assunzione di qualsiasi tipo di integratore rivolgendosi sempre al proprio medico, il quale valuterà in base alle vostre eventuali carenze e patologie cosa è meglio per voi.

Bibliografia

Peter J. Delves, PhD, University College London, London, UK Ultima revisione/verifica completa mag 2019 – Ultima modifica dei contenuti mag 2019 Journal of Clinical Gastroenterology.

Vito Leonardo Miniello BIOMODULATORI DEL MICROBIOTA INTESTINALE: tra realtà e futuro  January 2015.

Piccini F, Alla scoperta del microbioma umano: Flora batterica, nutrizione e malattie del progresso. Fabio Piccini. Edizione del Kindle.

Sender R, Fuchs S, Milo R (2016) Revised Estimates for the Number of Human and Bacteria Cells in the Body. PLOS Biology 14(8): e1002533. https://doi.org/10.1371/journal.pbio.1002533.

Sommer F, Bäckhed F (2013) The gut microbiota–masters of host development and physiology. Nat Rev Microbiol. 2013 Apr;11(4):227-38. doi: 10.1038/nrmicro2974.

inslautenews del 10 marzo 2020.

 

Saluti cordiali,
Dr.ssa V. Palermo nutrizionista a Napoli.

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