Dr.ssa Veronica Palermo
BIOLOGO - NUTRIZIONISTA NAPOLI

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Il microbiota intestinale, cosa è, come e quando farlo analizzare

26 Febbraio 2021 di Dr.ssa Palermo

Il test del DNA del microbiota intestinale è un alleato per la salute in molte situazioni, ecco in cosa consiste e quando può essere utile.

microbiota intestinale o flora batterica

Il microbiota intestinale, ai più noto come Flora batterica intestinale, è un vero e proprio ecosistema intestinale, che si riflette sulla funzionalità di diversi apparati, quello uro-genitale, o quello circolatorio, sul sistema nervoso e sul sistema immunitario.

Esso è formato da numerose popolazioni microbiche: virus, miceti, batteriofagi e batteri.

Attraverso una associazione sinergica con l’apparato digerente, il microbiota intestinale quindi vi esercita un controllo e costituisce un ecosistema fondamentale per la vita dell’uomo.

Basti pensare che i batteri che compongono il microbiota intestinale hanno un peso complessivo di 1,5kg e 15000 ceppi differenti.

La colonizzazione microbica comincia con il parto se naturale o comunque subito dopo la nascita, (già in grembo vi è un cambiamento di quello della madre), e in seguito la sua composizione si modifica essendo influenzata da diversi fattori:

  • genotipo,
  • sesso,
  • età,
  • stato di maturazione immunitaria,
  • fattori ambientali tra cui alimentazione e stile di vita.

Le ultime evidenze in letteratura, circa la sua fondamentale rilevanza, hanno fatto crescere l’interesse verso il microbiota intestinale e sempre più studi vengono fatti, grazie all’avvento ed al progresso di nuove tecnologie di sequenziamento del DNA e bioinformatica che ne hanno permesso, infatti, una comprensione senza precedenti (metagenomica).

Cosa certa è il ruolo del microbiota, nella modulazione delle patologie extra-intestinali, dove il tipo di alimentazione del singolo individuo influenza un genere batterico che può risultare così prevalente rispetto ad un altro fino ad alterarne in diversi casi il corretto equilibrio.

Basti pensare che un microbiota sano (stato di eubiosi) ci protegge da innumerevoli patologie, come obesità, diabete di tipo 2, sindrome metabolica, malattie infiammatorie intestinali, diverticoli, cancro del colon-retto, allergie, artrite reumatoide, agendo e calibrando le nostre funzioni metaboliche e immunitarie.

Diversamente invece, un microbiota alterato, porta ad una disbiosi intestinale, la quale può favorire l’insorgenza di patologie e di disturbi di lieve o moderata intensità, come coliti, diarree ricorrenti, stipsi, flatulenza, difficoltà nella digestione, disturbi uro-ginecologici, e persino difficoltà nell’impianto di blastocisti sia spontanee che su cicli di fecondazioni assistite o difficoltà nel concepimento stesso.

Una “eubiosi” e quindi un microbiota sano è requisito fondamentale se non essenziale per il successo delle terapie in ambito nutrizionale e in taluni casi anche farmacologiche, inoltre il microbiota può interagire con il sistema immunitario, neuroendocrino e son il sistema nervoso centrale, agendo a livello anche delle citochine infiammatorie;

Detto ciò quindi non ci sorprende, che disturbi come ansia, depressione, sviluppo neurologico, autismo o patologie legate al Parkinson possono essere associati ad una disbiosi intestinale.

Ecco che, quindi, conoscere la composizione del proprio microbiota intestinale, significa poter preservarne o migliorarne l’equilibrio e attuare tutte una serie di strategie, per favorire il recupero e il mantenimento di un equilibrio sano.

Recentemente inoltre, è stato creato il “CANCER MICROBIOME ATLAS”, ovvero un database con informazioni sul microbiota dei tessuti tumorali gastrointestinali, risorsa senza precedenti per esplorare il ruolo del microbiota residente in diversi tipi di cancro e identificarne i biomarcatori microbici predittivi, lo studio è stato pubblicato su Cell Host & Microbe.

Quando devo fare l’analisi del DNA del microbiota?

Numerose sono le situazioni in cui può essere utile, se non fondamentale, sottoporsi all’analisi del proprio microbiota intestinale:

  • Per prevenire patologie intestinali (malattie infiammatorie, diverticolite, sindrome colon irritabile, cancro del colon-retto).
  • Sovrappeso e obesità (per integrare e modulare le strategie nutrizionali, per la perdita di peso, soprattutto, per il conseguente mantenimento del peso-forma in uno stato di salute).
  • Per prevenire patologie sistemiche (sindrome metabolica, diabete tipo 2, allergie, obesità) ed ogni qualvolta una strategia nutrizionale e/o farmacologica sia usata, per ripristinare o mantenere un profilo sano del microbiota.
  • Il menopausa (Per affrontare al meglio i cambiamenti metabolici e fisiologici di questa fase della donna).
  • Negli anziani (per evitare o ridurre gli effetti della immunosenescenza e degli stati infiammatori dell’invecchiamento).
  • In presenza di malattie neurologiche, comportamentali e cognitive, con l’obiettivo di migliorarne i sintomi mediante nuovi approcci terapeuti.
  • Disturbi del tratto uro-genitale.
  • Coliti, diarree ricorrenti, stipsi, flatulenza disturbi gastro- intestinali.
  • In gravidanza o allattamento e durante metodiche di riproduzione assistite o in caso di infertilità, sindrome dell’ovaio policistico, endometriosi.
  • Patologie cardiovascolari.
  • Patologie dei denti e delle gengive.

Come si effettua il test del microbiota?

Il test viene effettuato mediante analisi su campione di feci del primo mattino, a distanza di 7 giorni da eventuali terapie antibiotiche e senza assumere lassativi antidiarroici o antiacidi.

L’analisi utilizza, per il sequenziamento, la tecnologia NEXT GENERATION SEQUENCIG (NGS), a partire dall’amplificazione del DNA mediante PCR (Polymerase Chan Reaction), del campione biologico (previa estrazione del DNA con procedure standard).

IL LABORATORIO utilizza apparecchiature di ultima generazione tra cui sequenziatori MiS eq illumina con un’accuratezza superiore al 99%.

Ecco a seguire un esempio di referto.

Referto test microbiota intestinale

 

Saluti cordiali,
Dr.ssa V. Palermo nutrizionista a Napoli.

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