Dr.ssa Veronica Palermo
BIOLOGO - NUTRIZIONISTA NAPOLI

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Pesce crudo o marinato, attenzione all’anasakis.

26 luglio 2012 di Dr.ssa Palermo

AnasakisEstate, aumenta il consumo di pesce crudo o marinato: allarme Anasakis ed Anisakidosi.

Questi parassiti si trovano da adulti nell’addome dei pesci e difatti sono visibili, anche ad occhio nudo, intorno ad i loro visceri ed assomigliano a dei vermicelli biancastri da 1 a 3 cm di lunghezza.

Il pericolo è costituito dalla possibilità che dopo la pesca a causa di una eviscerazione tardiva o nulla i parassiti possano migrare nelle carni del pesce. In questo caso  il consumatore rischia di ingerire anche il parassita.

Per scongiurarne il rischio è necessario consumare pesce crudo o marinato solo se preventivamente congelato a -20°C per 24 ore.
Ovviamente se il pesce viene cotto, tale rischio non c’è.

ll Reg. CE 853/2004 sancisce che questo procedimento deve essere applicato  a  tutti i prodotti della pesca che vanno consumati praticamente crudi.
L’obbligo va esteso anche a  aringhe, sgombri, spratti, salmone selvatico dell’Atlantico o del Pacifico sottoposti ad un trattamento di affumicatura a freddo durante il quale la  temperatura all’interno del prodotto non supera i 60°C.

La pescheria o il ristorante, è soggetta a sanzioni amministrative, ma anche ad una denuncia penale  da parte del veterinario dell’ASL o dal NAS, se non applica tale regolamento.

Ci sono anche i prodotti della pesca marinati e/o salati se la lavorazione  non garantisce la distruzione delle larve di nematodi.

Pensiamo alle diffusissime alici marinate offerte nei ristoranti, nelle pescherie o preparate in casa.

Tra i sintomi dell’anisakidosi vi sono: nausea, diarrea, vomito, dolori addominali, irritabilità, perdita dell’appetito, orticaria, congiuntiviti, asma

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8 commenti
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    Anna scrive:

    Io non ho problemi allora, il pesce e gli alimenti crudi in generale non mi piacciono!

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    15 luglio 2013 alle 13:42
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    Fabrizio scrive:

    Il sushi va preparato con pesce surgelato per motivi sanitari e pertanto non è un grosso problema. Il danno è per prodotti nostrani come alici e salmone marinati…

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    22 luglio 2013 alle 16:13
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      Dr.ssa Palermo scrive:

      infatti, verissimo, anche se è sempre bene informarsi e guardare ciò che si mangia.

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      23 luglio 2013 alle 16:14
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    Nadia scrive:

    La cosa importante è di comprare il pesce da punti di vendita che seguono delle regole per garantire che il pesce rimanga alla temperatura piu fredda costantemente. Ogni piccolo sbalzo nella temperatura può compromettere il pesce. Must choose a reputable supplier.

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    23 luglio 2013 alle 20:50
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    Eugenio scrive:

    con la crisi che c’è costa congelare il pesce prima e poi scongelarlo, è difficile trovare una filiera del prodotto realmente trasparente sui procedimenti che il pesce ha subito

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    23 luglio 2013 alle 21:53
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    Dr.ssa Palermo scrive:

    Verissimo tutto ciò che avete scritto, ecco perché c’è la necessità di essere informati e ripeto, di osservare ciò che ci danno da mangiare, fortunatamente l’anisakis si può vedere ad occhio nudo, basta prestare un po di attenzione ed informare chi non ne è a conoscenza! 🙂

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    23 luglio 2013 alle 21:59
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    Enzo scrive:

    Io sono nel settore e sconsiglo di mangiare pesce crudo (soprattutto frutti di mare) Cmq l’anisakis si sviluppa nelle carni del pesce azzurro (no nel salmone che per il 99% è allevato) dopo circa 24 ore dalla sua morte fuoriuscendo dalle viscere ed infestando la carne e questo spiega che le alici che provengono dal mare adriatico e giungono alle Vs tavole dopo 36 ore dalla pesca ne sono piene. Le nostre alici fresche di giornata e ben conservate non vi daranno problemi.

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    26 luglio 2013 alle 12:22
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      Dr.ssa Palermo scrive:

      verissimo, i pesci più a rischio sono aringhe, merluzzi, sgombri e sardine anche se sono state rilevate larve di Anisakis simplex anche nei salmonidi alimentati con pesci marini non controllati e risanati…

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      26 luglio 2013 alle 12:36